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Dissesto idrogeologico, la Calabria sprofonda

e giàquesto dato, di per sé, basterebbe per inserire il problema ai primi posti dell'agenda politica regionale.

Purtroppo dobbiamo prendere atto che neanche le nostre reiterate denunce e le battaglie condotte in questi mesi dai banchi del Consiglio regionale per cercare di smuovere le acque e intervenire sulle emergenze, hanno sortito effetto alcuno.

La notizia della nomina di Maurizio Croce a nuovo commissario delegato alla mitigazione del rischio idrogeologico è, in questo senso, da accogliere come una opportunitàper cambiare rotta rispetto all'inerzia del suo predecessore, Domenico Percolla, che si ècaratterizzato per una gestione passiva e certamente non all'altezza del delicato compito affidatogli come confermato peraltro dal fatto che gli interventi sul rischio idrogeologico svolti sotto il suo coordinamento sono quasi tutti ancora in fase di progettazione preliminare.

E non ètutto: perchédal 25 novembre 2010, grazie alla stipula di un Accordo di Programma Quadro tra il Ministero per lAmbiente e l'allora Presidente della Regione Calabria Scopelliti, sono stati stanziati 220 milioni di euro per la programmazione di interventi urgenti per la mitigazione del rischio idrogeologico. Ebbene, ancora oggi le uniche risorse utilizzate sono quelle relative alla voce "spese generali". Su 185 interventi previsti in tutta la regione solo per 18, per una spesa complessiva pari a 19.800.00 euro, sono state avviate le procedure di gara. In particolare, per quanto riguarda i 78 interventi previsti in provincia di Cosenza, solo per 12, con una spesa complessiva di 13.800,00 euro, sono state espletate le gare di affidamento lavori.

I dati appena citati sono stati raccolti nel Libro Bianco sul rischio idrogeologico (che trovate in allegato) con cui abbiamo voluto fare una panoramica sulla condizione di grave e diffusa emergenza del territorio calabrese.

La sottovalutazione dei pericoli idrogeologici, le negligenze, gli allarmi inascoltati sulla necessitàdi investire in opere di difesa, prevenzione e sicurezza hanno portato alla luce l'ennesima storia di sprechi, sperpero di denaro pubblico e clientelismo, elementi che si caratterizzano sempre di piùcome la cifra di questa amministrazione regionale e la ragione principale della sua indecorosa fine.

Quanto accaduto nella tragedia del Veneto ci mette davanti alla necessitàdi considerare la difesa del territorio come una prioritàamministrativa della prossima legislatura che non puòessere demandata, come purtroppo accade adesso, ad interventi urgenti ed emergenziali.

E' dunque necessario intervenire subito, prima dell'inizio della stagione invernale, senza inseguire le emergenze ma programmando la spesa delle risorse stanziate al Commissario delegato alla mitigazione del rischio idrogeologico attraverso una politica organica di prevenzione.

Oltre a dare corso a questi interventi, c'èbisogno di un piano di manutenzione ordinaria e straordinaria del territorio per prevenire dissesti idrogeologici ed esondazioni, utilizzando appieno lo strumento di Calabria Verde, la nuova societàche raggruppa le competenze dell'ex Afor, delle Comunitàmontane, del monitoraggio e della sorveglianza idraulica.

 

Cosenza - 4.8.2014

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